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title: "Approvazione del NADEF 2022."
date: 2022-09-29
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  - name: "Economia agevolazioni incentivi"
    url: "https://www.ancepadova.it/economia-agevolazioni-incentivi.md"
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# Approvazione del NADEF 2022.

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 96 del 28 settembre u.s, ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF) 2022 che delinea lo scenario a legislazione vigente senza definire gli obiettivi programmatici di finanza pubblica per il triennio 2023-2025. 

 Nelle premesse al documento viene precisato che l’analisi delle tendenze in corso e le previsioni per l’economia e la finanza pubblica ivi contenute si limitano allo scenario a legislazione vigente. Sarà infatti il nuovo Governo a dover definire gli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2023-2025 e, successivamente, alla redazione della legge di bilancio.

 Viene evidenziato che l’economia italiana – dopo la recessione del 2020 – ha registrato sei trimestri di crescita superiore alle aspettative che nel secondo trimestre di quest’anno ha portato il PIL a superare di 0,6 punti percentuali il livello medio del 2019; il livello medio di occupazione, nei primi sette mesi di quest’anno, è cresciuto del 3,1% sullo stesso periodo del 2021.

 N.B. Tuttavia le prospettive economiche risultano meno favorevoli in ragione dell’aumento dei prezzi dell’energia e dell’aumento del tasso di inflazione che ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi quarant’anni e che ha indotto numerose banche centrali ad intraprendere una serie di rialzi dei tassi d’interesse. Tali rialzi avranno un impatto depressivo sull’attività economica e sui mercati immobiliari.

 I prossimi mesi saranno complessi anche alla luce dei rischi geopolitici e del probabile permanere dei prezzi dell’energia su livelli elevati. Le risorse a disposizione del Paese per rilanciare gli investimenti pubblici e promuovere quelli privati, sia in nuovi impianti sia in innovazione, non hanno tuttavia precedenti nella storia recente e potranno dar luogo a una crescita sostenibile ed elevata, così da porre termine alla lunga fase di sostanziale stagnazione dell’economia.

 Nel Documento la crescita stimata del PIL nel 2022 è del +3,3%, con una revisione al rialzo rispetto alle previsioni del Def di aprile (+3,1%) grazie alla crescita superiore al previsto registrata nel primo semestre e pur scontando una lieve flessione del Pil nella seconda metà dell’anno.

 Nel 2023 scenderà al +0,6% rispetto al 2,4% indicato nel DEF, per poi risalire (in questo caso le stime confermano le previsioni del Def) a +1,8% nel 2024 e +1,5% nel 2025.

 N.B. L’aggiornamento della previsione evidenzia anche un rialzo del sentiero dell’inflazione e della crescita salariale; si continua comunque a prevedere che il tasso di inflazione cominci a scendere entro la fine di quest’anno.

 L’indebitamento netto tendenziale nel 2022 scende di oltre due punti percentuali rispetto all’anno scorso: dal 7,2% al 5,1% (a fronte dell’obiettivo programmatico del 5,6% indicato nel DEF) e si attesterà al 3,4% nel 2023, sempre in calo dalla stima del Def (3,9%). Nelle proiezioni aggiornate per il 2022 la finanza pubblica beneficia del positivo andamento delle entrate e della moderazione della spesa primaria sin qui registrate quest’anno, mentre risente dell’impatto sul servizio del debito dell’aumento dei tassi di interesse e della rivalutazione del nozionale dei titoli di stato indicizzati all’inflazione. Nel 2023 permarranno gli effetti del rialzo dei tassi di interesse e la spesa per interessi sarà pari al 3,9 per cento del PIL. L’aumento di tassi e rendimenti ha un impatto negativo sul PIL che è marginale per quest’anno ma molto significativo sul 2023 e rilevante sugli anni successivi.

 In generale, quindi, rispetto al DEF, le proiezioni del saldo primario della PA per il 2022-2025 migliorano mentre la spesa per interessi aumentano. Ne conseguono livelli di deficit in rapporto al PIL più bassi nel 2022 e nel 2023 e lievemente più alti nel 2024 e nel 2025: 145,4% (dal 150,3% del 2021) fino ad arrivare al 139,3% nel 2025 (141,2% la stima del Def).

 Con riguardo al Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) viene evidenziato che la sua attuazione procede secondo le tappe concordate con la Commissione UE che ha dato il via libera all’erogazione della seconda tranche di contributi e prestiti pari a 21 miliardi, relativa a 45 obiettivi conseguiti nel primo semestre dell’anno. Significativi avanzamenti sono stati registrati per il conseguimento dei 55 obiettivi da completare entro il secondo semestre dell’anno.

 L’ammontare di risorse effettivamente spese per i progetti del Pnrr nel corso di quest’anno sarà inferiore alle proiezioni presentate nel DEF per il ritardato avvio di alcuni progetti che riflette, oltre i tempi di adattamento alle innovative procedure del Piano, gli effetti dell’impennata dei costi delle opere pubbliche. Su quest’ultimo fronte il Governo è intervenuto per incrementare i fondi destinati a compensare i maggiori costi, sia per le opere in corso di realizzazione, sia per quelle del Piano. Dei 191,5 miliardi assegnati all’Italia circa 21 saranno effettivamente spesi entro la fine di quest’anno. Restano circa 170 miliardi da spendere nei prossimi 3 anni e mezzo, risorse che se pienamente utilizzate daranno un contributo significativo alla crescita.

 Viene, altresì, ricordato che nel 2024 rientrerà in vigore il Patto di stabilità e crescita, nella versione che scaturirà da una consultazione che la Commissione europea aprirà prossimamente sulla base di una proposta di riforma delle regole fiscali.

 La Nota di aggiornamento al DEF approvata dal Consiglio dei Ministri di ieri è in corso di trasmissione al Parlamento e verrà esaminato non appena si saranno costituite le nuove Camere (prima riunione fissata per il 13 ottobre).


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