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title: "Split payment: proroga fino al 30 giugno 2020. Decisione del Consiglio dell’Unione europea. Posizione dell’Ance: criticità anche per la ricaduta sui lavori svolti dai consorzi. - ANCE Padova"
description: "Dal 1945 ANCE Padova Collegio Costruttori Edili, aderente all’ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili costituisce l’organizzazione economica di categoria rappresentativa dell’imprenditoria dell’edilizia e dei comparti affini a livello provinciale."
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N. 122

  [Fiscalità](https://www.ancepadova.it/comunicazioni/circolari/fiscalita)    11 Maggio 2017

# Split payment: proroga fino al 30 giugno 2020. Decisione del Consiglio dell’Unione europea. Posizione dell’Ance: criticità anche per la ricaduta sui lavori svolti dai consorzi.

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Al riguardo il Consiglio dell'Unione europea ha accettato la richiesta avanzata dall'Italia di prorogare, fino al 30 giugno 2020, l'applicazione di esso. Il via libera è contenuto nella Decisione del Consiglio dell'Unione europea n. 2017/784, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE L 118 del 6 maggio 2017, che accoglie la richiesta di proroga avanzata dall'Italia, con una lettera alla Commissione europea del 16 febbraio 2017. Come noto, il meccanismo dello "split payment", introdotto in Italia dal 1° gennaio 2015, pone a carico delle Pubbliche Amministrazioni il versamento dell'IVA relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle stesse [1]. L'applicabilità dello "split payment", derogando alle ordinarie regole IVA, necessitava di un'espressa approvazione comunitaria, contenuta nella prima Decisione del Consiglio europeo n.2015/1401, che autorizzava l'Italia ad applicare tale meccanismo solo per un triennio (dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017) [2]. Tale limitazione temporale era stata collegata all'introduzione, dal 6 giugno 2014, dell'obbligo di fatturazione elettronica per le prestazioni eseguite nei confronti della P.A. esteso, dal 31 marzo 2015, a tutte le Amministrazioni, ivi compresi gli Enti locali. Una volta implementata la fatturazione elettronica, lo strumento della scissione dei pagamenti doveva essere eliminato (ossia dal 1° gennaio 2018), in virtù del fatto che la fatturazione elettronica doveva essere sufficiente a garantire la lotta alle frodi, consentendo di controllare l'ammontare dell'IVA che le P.A. sono tenute a versare ai propri fornitori. Tuttavia, al fine di far fronte alla richiesta, da parte dell'UE, di adottare strategie correttive dei conti pubblici, pena l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, il Ministero dell'Economia e delle Finanze con una lettera alla Commissione Europea dello scorso 7 febbraio, ha ufficializzato la richiesta italiana di proroga triennale dello "split payment" (fino al 31 dicembre 2020), con contestuale ampliamento della platea di soggetti pubblici coinvolti. Tale intenzione del Governo si è tradotta con l'emanazione del DL 50/2017 (cd. "Manovra correttiva") [3] che, previa autorizzazione comunitaria, prevede di prorogare l'applicabilità del meccanismo della "scissione dei pagamenti" fino al 2020 [4]. Inoltre, per le fatture emesse dal 1° luglio 2017, relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, il meccanismo dello "split payment" viene esteso anche nei confronti dei seguenti soggetti:- tutte le pubbliche amministrazioni [5];- tutte le società controllate, in via diretta, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (e le società da queste stesse controllate);- tutte le società controllate, in via diretta, dalle regioni, province, città metropolitane, comuni ed unioni di comuni (e le società da queste stesse controllate);- le società quotate in borsa, limitatamente a quelle inserite nell'indice FTSE Mib di Borsa Italiana e le società da queste stesse controllate;- professionisti, i cui compensi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito [6]. Ciò premesso, l'Unione europea, con la Decisione del Consiglio n. 2017/784, ha accolto le modifiche normative introdotte dall'Italia in materia di "split payment" ed, in particolare, ha stabilito che:- l'autorizzazione ha carattere temporaneo, per una durata triennale (1° luglio 2017 – 30 giugno 2020);- entro 15 mesi dall'adozione di tali misure, lo Stato italiano deve presentare alla Commissione UE un rapporto sui tempi di rimborso del credito IVA generato dall'applicazione dello "split payment", nonché una relazione sull'efficacia generale di tale meccanismo come strumento di contrasto al problema dell'evasione fiscale. * * * * * * POSIZIONE DELL'ANCE È di tutta evidenza che la scelta di prorogare l'applicazione dello "split payment" deriva dagli effetti in termini di recupero di "compliance" IVA nei primi due anni di utilizzo del nuovo meccanismo contabile. Su questo tema, l'Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato uno Studio "Gli effetti dello split payment sulla compliance IVA" che analizza come la "scissione dei pagamenti" abbia superato le stime di gettito che il Legislatore intendeva recuperare con la sua introduzione. Infatti, a fronte di tali proiezioni iniziali di recupero di gettito IVA di circa 900 milioni di euro [7], i risultati dell'analisi condotta dall'Agenzia delle Entrate mostrano un incremento di gettito stimato in circa 3,5 miliardi di euro, nel biennio 2015-2016 (di cui 2,4 nel 2015 e 1,1 nel 2016). Solo nel primo anno di applicazione 2015 l'IVA da "split payment", indicata nelle fatture, è risultata pari a circa 10,6 miliardi di euro, versati per il 69% già nel corso dello stesso anno. La proroga e l'ampliamento dell'ambito applicativo dello "split payment" preoccupano fortemente le imprese del settore delle costruzioni. L'obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con tutte le PP.AA. è già in vigore dal 2015 ed è considerato elemento già sufficiente per il contrasto all'evasione IVA. Per le imprese che operano nel comparto dei lavori pubblici, le conseguenze di queste ultime modifiche attengono sempre all'incremento esponenziale del credito IVA. Infatti, con l'entrata in vigore della norma, l'Iva non verrà più corrisposta alle imprese non solo nei rapporti con la pubblica amministrazione ma anche nei rapporti con tutte le società a partecipazione statale e locale. Tale criticità, poi, si aggrava quando i lavori sono realizzati tramite strutture consortili. In questi casi, infatti, il credito IVA si forma in capo al Consorzio che, per sua natura, è destinato a sciogliersi ad opera ultimata, per cui il recupero del credito diventa veramente difficoltoso. Su questo aspetto, si è ancora in attesa di una specifica autorizzazione della Commissione Europea che renda applicativa una norma, fortemente sollecitata dall'ANCE, contenuta della legge di Stabilità dello scorso anno (art. 1, co. 128, legge 208/2015), che farebbe sì che il credito IVA non si formi in capo al Consorzio ma, come avviene ordinariamente, in capo alle singole imprese consorziate. La proroga sino al 2020 del meccanismo rende quindi ancora più evidente la necessità di accelerare l'operatività della disposizione. Ciò in quanto il settore edile opera già da tempo, e oramai quasi integralmente, applicando il meccanismo del "reverse charge" (anch'esso di derivazione europea) che, in pratica, è l'equivalente della "scissione dei pagamenti" solo che opera in presenza di committenti privati. In ogni caso, resta da risolvere il problema del credito IVA, rendendo pressochè immediato il rimborso, che attualmente avviene in un periodo che supera in media i sei mesi. In merito, nella risoluzione del Parlamento di approvazione del DEF2017 (Documento di Economia e Finanza), viene richiesto l'impegno del Governo al rispetto dei tempi previsti dalla legislazione vigente per le procedure di rimborso dei crediti IVA derivanti proprio dall'applicazione dello split payment. Allo stesso modo il Governo sta valutando, in vista della legge di bilancio 2018, la possibilità di rendere obbligatoria per tutti i soggetti IVA la fatturazione elettronica dietro autorizzazione dei competenti organi comunitari (le norme comunitarie ammettono, infatti, la fatturazione elettronica tra privati solo su opzione e non come meccanismo obbligatorio). In tal modo si recupererebbe il tax gap (differenziale tra l'IVA dovuta e quella effettivamente pagata) potendo poi procedere all'abolizione dello split payment.", "image": { "@type": "ImageObject", "url": "https://www.ancepadova.it/" }, "publisher": { "@type": "Organization", "name": "ANCE Associazione delle imprese edili della provincia di Padova", "logo": { "@type": "ImageObject", "url": "https://www.ancepadova.it/images/logo-ance.png" } }, "author": { "@type": "Person", "name": "ANCE Associazione delle imprese edili della provincia di Padova", "url": "https://www.ancepadova.it/" }, "datePublished": "2017-05-11T12:16:55+02:00", "dateCreated": "2017-05-11T12:16:55+02:00", "dateModified": "2017-05-11T12:16:55+02:00" }
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