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title: "Subappalto. Illegittimità del limite del 30% previsto dal Codice dei contratti. Sentenza Corte di Giustizia UE 26 settembre 2019."
date: 2019-10-08
categories:
  - name: "Lavori Pubblici"
    url: "https://www.ancepadova.it/lavori-pubblici1.md"
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# Subappalto. Illegittimità del limite del 30% previsto dal Codice dei contratti. Sentenza Corte di Giustizia UE 26 settembre 2019.

Come già anticipato con comunicazione mail del 27 settembre u.s., la **Corte di Giustizia dell’Unione Europea**, a seguito della domanda di pronuncia pregiudiziale depositata dal TAR Lombardia il 1° febbraio 2018, con la **Sentenza del 26 settembre 2019** (Causa C-63), **ha dichiarato non compatibile con la direttiva 2014/24 la normativa italiana - art. 105, comma 2, del D.lgs. 50/2016 - che limita la possibilità di subappaltare nella misura del 30% dell’importo complessivo del contratto**.

 Il quesito era già stato affrontato dalla Corte e risolto nei medesimi termini, con riferimento però all’interpretazione della direttiva 2004/18, con la sentenza del 14 luglio 2016, Wroclaw - Miasto na prawach powiatu (C 406/14, EU:C:2016:562).

 Il Giudice comunitario ha anzitutto evidenziato che il **subappalto**, in quanto strumento che favorisce l’accesso delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici, **contribuisce al perseguimento di un interesse fondamentale dell’Unione, ossia il fatto che la concorrenza ad una gara di appalto sia la più ampia possibile**.

 **N.B.** **Ad avviso della Corte, neanche l’obiettivo del contrasto al fenomeno dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici – di per sé legittimo - può giustificare una restrizione alle regole ai principi generali del TFUE, come quella rappresentata da un limite quantitativo fisso al subappalto**.

 Infatti, a parere dei giudici, **il divieto di subappalto non è necessario né proporzionale al raggiungimento di tale obiettivo, che, invero, può e deve essere perseguito attraverso misure idonee**, peraltro già previste dalla legislazione italiana (come, **ad esempio, le interdittive antimafia**).

 Ciò premesso, **la Corte conclude affermando che, una normativa, come quella italiana, che vieti in modo generale e astratto il ricorso al subappalto oltre una certa percentuale, indipendentemente dal settore economico interessato dall’appalto, dalla natura dei lavori o dall’identità dei subappaltatori, non è compatibile con la Direttiva 2014/24**.

   
 Nell’allegare il testo della Sentenza della Corte di Giustizia UE del 26 settembre 2019, confermandoci a disposizione per chiarimenti ulteriori, porgiamo i migliori saluti.


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**N.:** 212

