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title: "Decreto “caro materiali”. Necessità di supplemento di istruttoria. Sentenze Consiglio di Stato nn. 7355/2023 e 7359/2023."
date: 2023-08-03
categories:
  - name: "Lavori Pubblici"
    url: "https://www.ancepadova.it/lavori-pubblici1.md"
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# Decreto “caro materiali”. Necessità di supplemento di istruttoria. Sentenze Consiglio di Stato nn. 7355/2023 e 7359/2023.

**Con due recenti sentenze di contenuto pressoché analogo (n. 7355/2023 e n. 7359/2023),** **la quinta sezione del Consiglio di Stato ha confermato le decisioni del T.a.r. per il Lazio** (rispettivamente, sez. I, n. 8786/2022 e sez. III, n. 7215/2022), **con le quali erano stati accolti i ricorsi giurisdizionali promossi dall’ANCE** **avverso i decreti del MIT recanti la** **rilevazione delle variazioni percentuali dei prezzi relative al 2018 e al primo semestre del 2021** (su cui cfr. nostra circolare n. 194 del 17 giugno 2022).

 In primo grado – come si ricorderà – il Tribunale territoriale aveva ritenuto che la determinazione dei prezzi di taluni materiali (nello specifico, il bitume per il 2018 e altri 15 materiali da costruzione per il primo semestre del 2021), effettuata dal Ministero sulla base dei dati forniti dagli enti ufficiali di rilevazione (Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, Camere di Commercio tramite Unioncamere e Istat), presentasse delle **anomalie e incongruenze, tali da minarne la complessiva attendibilità e rispondenza alle reali dinamiche di mercato**. Inoltre, i dati raccolti risultavano significativamente differenti anche rispetto a quelli ottenuti dai *providers *privati incaricati dall’ANCE.

 Alla luce di ciò, **il T.a.r. per il Lazio aveva, quindi, prescritto al MIT di procedere ad un supplemento di istruttoria, ampliando eventualmente il *range *delle fonti considerate per raffrontarle con gli elementi in suo possesso.**

 **N.B.** In sede di appello, respingendo entrambi i ricorsi promossi dal MIT,  **i giudici del Consiglio di Stato hanno confermato tali statuizioni**, rinforzando, peraltro, l’effetto conformativo delle decisioni amministrative, attraverso una più chiara definizione delle attività di controllo e verifica dei prezzi demandate al Ministero.

 **In particolare, i giudici di secondo grado sono partiti dalla considerazione che entrambe le fasi del procedimento di rilevazione dei dati, ossia quella di reperimento da parte delle fonti ufficiali e quella di gestione da parte del Ministero, presentano delle criticità e necessitano, quindi, di** **correttivi** “*indispensabili per rendere completi, congrui ed attendibili i dati raccolti e per consentirne il controllo effettivo e l’adeguata attività di aggregazione a livello centrale*”.

 A tali fini, **prosegue il Consiglio di Stato, la metodologia di rilevazione va resa, anzitutto, omogenea**; qualora, malgrado l’utilizzo di specifiche tecniche comuni, si ottengano, comunque, dati che presentano delle anomalie, **occorre correggere eventuali errori e colmare le lacune, anche mediante il** **ricorso a fonti alternative**.

 Con riferimento alle fattispecie concrete rimesse all’esame dei giudici amministrativi, ciò comporta nel dettaglio – ed è in questa parte della motivazione che le sentenze in commento assumono rilievo centrale – che l’approfondimento istruttorio prescritto al MIT venga dato “*riconoscendo espressamente, come richiesto da ANCE, la necessità per l’Amministrazione di raffrontare i dati rilevati dalle proprie fonti e quelli risultanti dalla banca dati indicata dall’Associazione e di fare ricorso a quest’ultima in caso di difficoltà di reperimento dei dati sul territorio, al fine di accertare la reale variazione percentuale del prezzo*”.

 Si profila quindi come necessario un supplemento istruttorio da effettuarsi ex post da parte del MIT, dovendosi introdurre dei correttivi per rendere completi e attendibili i dati raccolti e procedere ad una loro adeguata aggregazione a livello centrale.

 Il risultato ottenuto è assai importante per il settore e rende merito agli sforzi e all’impegno profuso in questi anni da ANCE al fianco delle imprese, in una battaglia che aveva come obiettivi l’evidenziazione delle carenze istruttorie occorse – e più volte segnalate dall’Associazione – e il riconoscimento di adeguati ristori.


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